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lunedì 27 giugno 2011

Parte nascosta

Vento e profumi

Ieri mattina ho trascorso un'oretta a Torre di Spoto. Soffiava un forte vento ma le possenti mura mi ispiravano un senso di sicurezza. La campagna era profumatissima e mi sono concessa una piccola contravvenzione alla dieta mangiando due ottimi fioroni. Che buoni. Poi mi sono seduta su di una pietra, ampia e levigata che sembrava una panchina ed ho letto alcune pagine di un libro. Che pace. In questo clima sereno la mia mente si è riempita di pensieri positivi e pur non potendo negare l'esistenza dei vandali che più volte ho denunciato in questo blog ho pensato che basterebbe solo un po di presenza umana in più per scongiurare questi fenomeni. La ristrutturazione della torre e l'utilizzo a qualunque fine sarebbero la salvezza.

mercoledì 30 dicembre 2009

Edicole votive di campagna


Vi siete mai soffermati ad osservare le edicole votive superstiti che si trovano nelle nostre campagne? Certo, transitando con le autovetture la cosa è un pò difficile e sottrae attenzione alla guida, quindi non fatelo. Se invece vi trovate a passeggiare per le strade vicinali o fate un bel giro in bicicletta vi invito a fermarvi ed a riscoprire la bellezza di questi testimoni della devozione popolare dei tempi andati. La conformazione tipica dell'edicola votiva è quella del pilastro, realizzato in pietra o tufo, sormontato da un capitello o da una cuspide coperta da falde spioventi. La struttura è più o meno scolpita e ricca di decorazioni, ritengo più a causa della capacità di spesa del committente che al suo gusto estetico. Nella parte terminale superiore si apre una nicchia che contiene, sarebbe più corretto dire conteneva, l'effige di Cristo, della Madonna o di un Santo. Immediatamente sotto la nicchia si trova, solitamente, una lapide con una iscrizione votiva e una data. Devo confidarvi che trovo molto interessante la lettura delle lapidi perchè da esse si riesce a comprendere la nostra storia più autentica; quella scritta dalla gente comune nelle proprie dichiarazioni di fede. Molte edicole sono pregevoli anche sotto l'aspetto architettonico e ritengo auspicabile un loro censimento e una loro valorizzazione. Anche in questo caso devo tristemente concludere denunciando che le edicole votive di campagna sono oggetto da sempre di furti e danneggiamenti. I dipinti che in esse erano alloggiati da tempo oramai ornano le case dei soliti collezionisti mentre i capitelli, le mensole ed in generale i fregi in pietra, smontati senza troppo riguardo, fanno mostra di se in giardini privati. Spesso mi domando quale sia la molla che spinge alcune persone a saccheggiare il territorio in cui vivono, a deturparlo, a vilipenderlo. La risposta non l'ho ancora trovata ma dubito fortemente che si tratti della disperazione di gente bisognosa. Temo si tratti di una deriva dei valori.      

lunedì 28 dicembre 2009

Natale in campagna


Avere venti gradi di temperatura nel giorno di Natale è davvero un'esperienza curiosa. Intendo dire che il freddo e la neve sono elementi del rito stesso della festa e la loro assenza sembra diminuirne il fascino. Questo inconsueto favore del clima, però, ha favorito le attività all'aria aperta e mentre molti si sono regalati belle passeggiate sul lungomare di Santo Spirito, io, neanchè a dirlo, ho trascorso la mattinata in campagna in compagnia della mia eroica bicicletta di nome Giulia. L'aria era primaverile, gli ulivi argentei e maestosi ed i muretti di pietre a secco apparivano bianchissimi per la intensa luce che il sole proiettava su di loro. Mi sono rilassata moltissimo. Torre di Spoto era in gran forma e sui davanzali delle sue finestre i passeri cantavano al sole. Bellissimo. Purtroppo devo segnalare che la grande cisterna pubblica denominata "pescara tre delle cinque" ubicata sulla via di Cela, a breve distanza da Torre di Spoto, si trova in condizioni di abbandono e versa in uno stato di rovina. Naturalmente non si tratta dell'unico scempio che ho incontrato sulla strada. La stessa Torre di Cela non se la passa bene e la Torre Carrieri che si trova in corrispondenza dell'incrocio per Torre di Spoto è pressochè diroccata. Certamente il triste primato del degrado spetta alla settecentesca villa de Ilderis, ubicata nelle vicinanze, che versa in uno stato di gravissimo degrado. Come ho già scritto in altri post, questo sembra l'inesorabile destino dei beni architettonici che si trovano nelle nostre campagne. Che peccato, però. Davvero non c'è niente da fare? 

mercoledì 11 giugno 2008

Torre di Spoto, fortezza dimenticata


Ciao, come prescrivono le buone maniere, voglio iniziare questo blog presentandovi un'amica molto speciale. Si chiama Torre di Spoto (alcuni la chiamano Torre Spoto) e si trova nelle campagne di Bitonto in provincia di Bari.

In passato ha vissuto momenti di notorietà ma si sa, tutto passa e anche lei è stata dimenticata dagli uomini, nonostante i tanti eventi umani a cui ha legato il suo nome.

La torre si trova a poca distanza dalla periferia del paese, nei pressi della via consolare Traiana, ma è collocata in una particolarissima ubicazione che la rende difficile da raggiungere e addirittura quasi "invisibile". La cosa ha dell'incredibile se si considera che la torre, nel suo nucleo principale, è molto alta.

La costruzione è maestosa ed antica. E' realizzata interamente in conci di pietra ben tagliati ed è circondata da mura di difesa e costruzioni accessorie. Alcuni studiosi sostengono che essa, anticamente, fosse il nucleo difensivo di un piccolo borgo rurale, ancora in parte riconoscibile osservando le rovine e i numerosi mucchi di pietre "senza un perchè" che si trovano abbondanti attorno ad essa.

La torre è stata dichiarata monumento nazionale e devo dire che il riconoscimento mi sembra più che meritato in considerazione del suo ricco "curriculum vitae".

Purtroppo la torre si trova in cattive condizioni di manutenzione.
Passandoci davanti con la bicicletta l'ho vista deperire anno dopo anno sotto i colpi inferti dal tempo e dai "collezionisti di antichità" che da essa hanno asportato, senza troppa cura, interi portali in pietra, stipiti, mensole e basole pavimentali gigantesche.
Recentemente ho conosciuto un componente della famiglia Pasculli de Angelis, proprietaria della tenuta agricola nella quale è ubicato l'immobile, e con un gruppo di amici ho finalmente visitato l'intero complesso di fabbriche (torre, mura di difesa, costruzioni accessorie, cisterne nascoste).
Ho scoperto tante cose interessanti che non avevo mai notato, eppure erano lì da sempre.
Sul degrado degli immobili mi è stato raccontato di alcuni tentativi di recupero tentati in passato, sempre vanificati dai vandali e dai visitatori senza invito. Che peccato! Del resto questo infausto destino colpisce molte importanti costruzioni che si trovano in campagna. Scrivendo questo pensiero ricordo la miserevole fine di Villa de Ilderis, splendida costruzione settecentesca con annessa cappella dedicata a Santa Margherita, situata nelle vicinanze di Torre di Spoto. Penso anche ad altre antiche fabbriche ricadenti nel circondario come Torre Carrieri, ridotta ad un rudere e Torre di Cela, anch'essa piuttosto malmessa. Mi rattrista doverne prendere atto ma non posso fare altrimenti: il degrado degli immobili culturali nelle nostre campagne è una regola.
Sarebbe auspicabile un intervento radicale, magari un riutilizzo di queste strutture che salverebbe le stesse dal degrado e dalle razzie perpetrate dagli ospiti indesiderati.

Per oggi basta, mi sono stancata. La prossima volta vi racconto un po di storia.

Una delle quattro lapidi poste sull'obelisco carolino, eretto a seguito della vitoria spagnola nella battaglia di Bitonto.